Chiude i battenti la XVI Mostra del libro in Sardegna. Oggi in gran finale con la proiezione del film di Marco Piredda vincitore del David Donatello pochi mesi fa e con Sandro Ruotolo. Gremita la sala del Padiglione Filigosa per l’incontro col noto giornalista per 30 anni collaboratore dei programmi storici di Michele Santoro.

“Non vogliamo le migrazioni? Basta smettere di fare le guerre”, ha spiegato dal palco Ruotolo, “dobbiamo creare le condizioni affinché non scappino dai loro paesi. Perché la gente fugge e mette in discussione la vita, quante mamme sono partite da Libia coi bimbi in grembo e cosa li spinge ad affrontare la morte per vivere? Dobbiamo tornare ad essere esseri umani. I muri”, ha aggiunto, “non risolvono nulla perché è l’emarginazione che produce il crimine, mentre l’integrazione porta ricchezza. Dagli immigrati 11 miliardi di euro”. “‘O voglio squartat vivo”, ha dichiarato Michele Zagaria boss dei casalesi riferendosi a Sandro Ruotolo, era il 2015 e da allora il giornalista vive sotto scorta.

“Diversi ma uguali. Identità e mutazioni in un Mediterraneo che cambia”, è stato il leitmotiv della manifestazione organizzata dalla Regione e dal Comune di Macomer. Numerosi i visitatori, oltre 2 mila i libri in esposizione (curata dalla libreria Emmepi e divisa in sezioni dedicate a saggistica, narrativa, ragazzi/bimbi e una sulla Sardegna). Un successo anche la mostra dei libri antichi e il laboratorio di restauro.
La giornata conclusiva è partita: con Oltre la Sardegna, Antonio Rojch faccia a faccia col noto glottologo sardo Massimo Pittau, autore di una cinquantina di libri e di più di 400 studi relativi a questioni di linguistica, filologia e filosofia del linguaggio, e sulla Sardegna nuragica e storica (esulando dal contesto meramente linguistico). Docente dell’Università di Sassari, Pittau ha conosciuto personalmente il linguista Max Leopold Wagner, Maestro della Lingua Sarda. Da 40 anni è socio effettivo della Società Italiana di Glottologia e da 30 anni del Sodalizio Glottologico milanese.
Secondo Pittau, che ha studiato l’espansione coloniale dei sardi nuragici, “la schiavitù sarda nasce con l’invasione della Sardegna da parte di Roma e prosegue coi Vandali, Pisa e Genova e poi aragonesi e piemontesi. Ma in epoca preistorica è accaduto l’opposto: i colonizzatori erano i sardi nuragici”.
Nel pomeriggio il momento dedicato al cinema con la proiezione di A casa Mia di Mario Piredda, “è il vincitore del David di Donatello per il Miglior Cortometraggio”, ha annunciato l’assessore regionale della Pubblica Istruzione Giuseppe Dessena, presente in sala assieme al sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu, “avere qui Piredda è una grande fortuna, ha vinto il David di Donatello, prestigioso riconoscimento nazionale. Mario è nato a Sassari ma vive lontano dalla Sardegna, ma ha girato un film in Sardegna e tutto in limba”.
Il film racconta la storia Lucia e Peppino due anziani, soli abitanti di un piccolo paese di pescatori che vivono nella speranza che l’inverno non finisca. Nel cast Giusi Merli, Giulio Pau, Monica Corimbi. Dopo la proiezione il dibattito. “All’inizio volevo raccontare storia d’amore un po’ atipica”, ha spiegato il regista, “la protagonista è un personaggio ispirato a mia nonna, vedova e sempre vestita di nero. E’ una storia d’amore in un paese spopolato che si rianima solo d’estate, una storia d’amore atipica che ho cercato di rendere unica”.
Alle 17 a Casa Attene Streghe e stregoneria Casa Attene incontra gli autori … gli autori incontrano Casa Attene. Misteri e Magie delle Erbe, di Claudia Zedda, esperta di tradizioni popolari sarde. Sempre alle 17 (ma Padiglione Filigosa) Nereide Rudas: i confini della sardità, l’intervento di Pinuccia Corrias, scrittrice, macomerese doc, che ricorderà la compaesana Nereide Rudas, la famosa psichiatra (e direttrice dell’Istituto Gramsci) scomparsa nel gennaio scorso.
La manifestazione si è conclusa alle ore 20 al Padiglione Filigosa con il concerto dell’orchestra AP Clarinet Band, musicisti provenienti dalla Scuola di Clarinetto del maestro Antonio Puglia, docente da oltre 30 anni presso il Conservatorio di Musica di Sassari.

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