Venerdì 20 il nutrito programma della Mostra regionale del Libro in Sardegna di Macomer ha proposto un approfondimento sullo scrittore di “Quelli dalle labbra bianche” e un interessante confronto sul futuro del libro nel nostro paese con gli interventi di Vito Manfreda, Aldo Addis, Paolo Sorba e Davide Ruffinengo

Con un incontro dedicato ai giovani e incentrato sul libro “Il ballo con le janas” di Tonino Oppes si è aperto venerdì 20, alle Ex Caserme Mura, il primo dei dibattiti previsti per la seconda giornata del nutrito programma della XV Mostra regionale del Libro in Sardegna, una manifestazione voluta dall’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, organizzato dal Comune di Macomer con la collaborazione progettuale dell’AES (Associazione Editori Sardi) e la direzione artistica di Saverio Gaeta, che ha curato la programmazione insieme a Simonetta Castia, presidente degli editori sardi.

Oppes (per anni caporedattore del Tgr Sardegna e apprezzato autore di volumi per ragazzi) ha raccontato agli studenti come fino a qualche decennio fa le comunità sarde fossero unite dai racconti. Questi racchiudevano un patrimonio di conoscenze che venivano tramandate di generazione in generazione. Da qui il senso del volume: “La memoria è un albero che dà frutti solo se innaffiato. E l’acqua e costituita dalle nostre storie”.

La mattinata è proseguita con una riflessione sulla poetica di Francesco Masala. Lo scrittore Natalino Piras e Antonio Canalis (segretario del Premio Ozieri), moderati da Salvatore Tola, hanno esplorato alcune fra le opere più significative di Masala, ritenuto uno dei “visionari” sardi, anticipatori dei caratteri del nostro tempo, tema a cui era dedicata, fra l’altro, la presenza sarda al Salone di Torino che si è chiuso nei giorni scorsi.

Il ragionamento si è sviluppato attorno ad alcuni concetti-chiave individuabili nei suoi lavori. “In particolare, la capacità di saper legare elementi apparentemente diversi e l’epica del paese-mondo (Arasolè) – ha spiegato Piras – sono tratti della nostra cultura, ma appartengono anche a un contesto più ampio”. Gli anni in cui Masala fu presidente del Premio Ozieri sono stati rievocati da Antonio Canalis, in particolare verso la fine degli anni Cinquanta, quando Masala rimarca l’esigenza di rinnovare modi e stili della poesia.

Dalla poesia all’arte plastica, con la presentazione di “Issu e Issa” un volume (Ilisso), che raccoglie trent’anni dell’esperienza artistica dell’architetto Antonello Cuccu autore di una serie di manufatti realizzati con l’impiego di diversi materiali, dal legno al ferro, dall’oro alla ceramica. Lavoro fondamentale per capire, anche, ma non solo, come il carattere associativo e il conseguente il ricorso a diverse professionalità, sia utile per affrontare un mercato in continua evoluzione. Il lavoro – come ha fatto notare la storica dell’arte Anna Pau durante l’incontro con l’autore – è legato alla mostra dedicata al centenario della nascita dell’artista di Dorgali Salvatore Fancello.

Che la narrazione possa avvenire anche per immagini lo hanno dimostrato Michele Forteleoni e Gian Nicola Cabizza con la presentazione di “Celesti Notturni. Antichità in luce” (Mediando). Si tratta di un volume fotografico con immagini molto suggestive, realizzate da Tore Serra, che propongono siti archeologici ritratti di notte in particolari condizioni di cielo stellato. Un lavoro realizzato sulla scorta della significativa esperienza del progetto di archeostronomia ideato e promosso dal Circolo culturale Aristeo di Sassari in collaborazione con la Società astronomica turritana.

Immagini che restituiscono un paesaggio naturale sono anche quelle proposte da Andrea Gambula con “Pietre su pietre” (Delfino). Con un ragionamento analogo, ma con un taglio sensibilmente diverso, la Sardegna è raccontata attraverso immagini di siti archeologici presentati in particolari condizioni di luce.

Ancora racconto per immagini con due lavori: “Blue Sardinia e cuore mediterraneo” di Enrico Spanu, e “La costa delle miniere” di Lino Cianciotto (entrambi per Enrico Spanu edizioni). Mentre Spanu propone una suggestiva carrellata di immagini incentrate sulle espressioni più note delle tradizioni popolari sarde, feste e ricorrenze che un tempo scandivano il ciclo dell’anno, il lavoro di Cianciotto, sempre fotografico, racconta, invece, la Sardegna della nascente industria, presentando scorci di un paesaggio costiero caratterizzato dalla presenza di edifici e strutture che rievocano l’esperienza del lavoro in miniera.

A Mogoro e al suo territorio erano invece dedicati i lavori di Ivo Piras “I luoghi raccontano” e “Il fiume racconta” (Sguardisardi). Esito di una meticolosa ricerca d’archivio, ma anche di una appassionata indagine di campo, Piras ha raccontato il territorio di Mogoro.

Da sempre la Mostra del Libro di Macomer si propone quale importante momento di confronto sullo stato di salute della cultura e della promozione del libro. Quest’anno a trattare il tema “Cultura: quali prospettive reali di crescita?” sono stati Vito Manfreda (del Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e le Attività Culturali), i librai Aldo Addis e Davide Ruffinengo e l’editore-libraio Paolo Sorba (membro del Direttivo AES). L’incontro, condotto dal Paolo Lusci, è stato ricco di spunti. “L’Italia il paese dei paradossi: abbiamo ottomila case editrici ma anche una emergenza lettura che non ha eguali in Europa”, ha spiegato Manfreda. “Da questa crisi si è provati ad uscire col mecenatismo e con le dinamiche dell’industria culturale che però hanno creato solo grandi eventi, incapaci di lasciare sul territorio qualcosa di duraturo. Il Piano Nazionale della lettura vuole stimolare una inversione di rotta, mettendo al centro scuole e biblioteche e stimolando una partecipazione attiva delle comunità alla organizzazione degli eventi”.

Partendo da questo spunto, il libraio Aldo Addis ha incentrato il suo intervento sul ruolo delle amministrazioni. “Serve qualcuno capace di mettere a sistema le politiche della cultura, non di sostituirsi ad essa. Servono politiche concrete, come togliere ad esempio l’Imu alle librerie. La Sardegna è un a terra di contraddizioni, con un forte deficit di istruzione ma anche tante eccellenze che si riverberano poi negli indici di lettura, superiori a quelli delle altre regioni del Mezzogiorno”. Per Addis la politica in Sardegna ha ben operato quando ha sostenuto i festival letterari e la rete delle biblioteche, “mentre con la Mostra di Macomer quest’anno si è andato in direzione opposta, anche con l’esclusione dell’unico libraio che in questi anni era presente all’appuntamento”.

Paolo Sorba, nella doppia veste di editore e libraio, ha messo in evidenza la necessità di giungere presto ad una legge organica sul libro edito in Sardegna in grado di prendere in considerazione tutti i componenti che fanno parte della filiera. “La concentrazione editoriale in atto nel nostro paese”, ha spiegato, “ha condotto ad una iperproduzione che sta soffocando le librerie indipendenti. Le grandi case editrici stanno attuando una politica di occupazione fisica degli scaffali a scapito di tutte le altre produzioni”.

Davide Ruffinengo è un libraio di Torino che da qualche anno ha deciso di intraprendere una strada controcorrente: con il progetto “Il mio libraio suona sempre due volte” ha deciso di andare lui verso quella stragrande maggioranza di italiani che non legge nemmeno un libro all’anno. “Si può rigenerare la voglia di leggere in tanti modi. Io vado in luoghi diversi e racconto i libri, trasformando l’intrattenimento in formazione. Molte aziende ora mi ospitano, e spesso ho una accoglienza migliore di quella che mi riservano le scuole. La progettualità dà risultati: bisogna avere il coraggio e la forza di dare voce ai libri”.

In sede di dibattito poi è intervenuta la presidente dell’AES Simonetta Castia che ha fatto un richiamo al dialogo costruttivo: “Abbiamo sempre avuto la giusta considerazione dei librai indipendenti anche se spesso altre associazioni che fanno parte della filiera del libro non hanno avuto nei nostri confronti lo stesso atteggiamento”.

La serata è proseguita con la presentazione di due volumi dedicati a due figure assai significative della storia sarda: “Gonario II di Torres” e “Sigismondo Arquer” (Arkadia). Stimolati dalle domande del giornalista Antonio Meloni, gli autori, Gabriele Colombini e Sergio Arangino, hanno rievocato le vicende drammatiche, ma anche appassionanti, di due personaggi che hanno caratterizzato buona parte della storia sarda dell’età giudicale (Gonario II) e del Cinquecento (Arquer).

La serata si è conclusa con il reading “Tributo ai visionari sardi”, nel quale il sassofonista Gavino Murgia e l’attore Gianni Cossu hanno interpretato e tradotto in musica brani, tra gli altri, di Antonio Gramsci, Grazia Deledda, Francesco Masala e Sergio Atzeni.

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