Il tema 2016

XV Mostra del Libro in Sardegna

19 – 22 maggio 2016 –  Macomer

Radici come storie

Le radici, stando bene attenti, sono le storie che ci raccontano: che raccontano a noi e di noi raccontano, che noi raccontiamo.

Esse rappresentano il nostro futuro, pur rappresentando il passato e nutrendosi del presente, e vanno verso esso.

Rappresentano l’innovazione e l’originalità.

Vanno verso il futuro perché altrimenti nemmeno esisterebbero.

Le radici sono progetto.

Sono memoria e futuro, memoria di futuro.

Proprio come molti di noi, non stanno inermi ad attendere, esse vanno, partono, e tornano.

In esse c’è l’idea dell’abitare e dell’andare, del risiedere e del viaggiare.

E’ questo che caratterizza il loro senso e il loro orizzonte: le radici stanno sempre davanti e mai dietro, mai solo verso il basso ma anche – e soprattutto – verso l’alto, verso l’altro.

Sono la lente con cui guardare e leggere il mondo.

Le radici si modellano in base alle relazioni con cose e persone, culture e nature.  Dunque, ci fondano.

Non meno che fondamento e fondamenta, le radici sono vento e nuvole: sondano, scavano, cercano, viaggiano.

Ma rimangono nella lingua, compatte e coese.

Soltanto la lingua, conquistata al fine di esprimersi, coltivata come un giardino, che non è mai finita una volta per tutte, è l’unico territorio in cui si può non essere barbari.


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