Giovedì 19 l’inaugurazione della mostra con gli interventi istituzionali e gli incontri dedicati alla poesia e al fumetto. Grande pubblico per la lezione dello scienziato Piergiorgio Odifreddi su “Le nostre radici reali e immaginarie”

Con il tradizionale taglio del nastro si è aperta ieri pomeriggio a Macomer la quindicesima edizione della Mostra regionale del Libro in Sardegna, una manifestazione voluta dall’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, organizzato dal Comune di Macomer con la collaborazione progettuale dell’AES (Associazione Editori Sardi) e la direzione artistica di Saverio Gaeta, che ha curato la programmazione insieme a Simonetta Castia, presidente degli editori sardi.

“Questa iniziativa apre una finestra sul mondo ma ha il suo cuore a Macomer”, ha affermato il sindaco Antonio Onorato Succu. “La Mostra fa parte integrante di questa città ed è una iniziativa che continueremo a difendere perché la cultura rappresenta anche un importante fattore di crescita economica per la nostre realtà”.

Dello stesso avviso l’assessore comunale alla Cultura Tiziana Atzori che ha ricordato il grande coinvolgimento di scuole e famiglie nelle iniziative che nel territorio hanno preceduto la Mostra.

Il consigliere regionale Gianfranco Congiu, portando il saluto del presidente Pigliaru e dell’assessore Firino (assente per motivi istituzionali), ha ricordato come la Regione dal 1998 sostenga la Mostra di Macomer. “La legge 22 sostiene tutta la filiera del libro ed è importante che questo avvenga perché, per riprendere il fortunato tema dato a questa edizione della manifestazione, anche nei libri sardi ci sono le nostre radici”.

Dopo i saluti dei rappresentanti delle istituzioni, Simonetta Castia, presidente dell’Associazione Editori Sardi, ha evidenziato l’importanza del ruolo ricoperto oggi dalla piccola editoria come strumento di distinzione e salvaguardia dell’identità: “Una piccola editoria a vocazione alternativa – ha spiegato – con struttura economica più modesta, quasi a conduzione familiare, che non può fare concorrenza a quella più grande, ma deve, invece, ritagliare una nicchia di mercato puntando su ciò che le grandi case editrici non coltivano più, ovvero la scoperta dell’identità, le rivoluzioni prodotte da quel locale autentico che è il filo conduttore della Mostra”. “Di tutto questo – ha concluso il presidente dell’Aes, citando lo scrittore sassarese Salvatore Mannuzzu – la Sardegna ha bisogno come il pane”. Di fatto la XV Mostra regionale del libro sardo si è aperta seguendo proprio quel filo conduttore.

Inaugurazione_Mostra_Libro_Sardegna

La serata, infatti, è iniziata con il primo appuntamento in cartellone: “L’albero della poesia”, una riflessione sull’importanza di diffondere e sostenere la poesia tradizionale come strumento di scoperta e salvaguardia di quel locale autentico citato in apertura dal presidente degli editori sardi. Sul palco, di fronte al pubblico, ne hanno parlato Tore Cubeddu, organizzatore e promotore del “Settembre dei poeti”, l’apprezzato festival che ogni settembre, a Seneghe, riunisce poeti e scrittori sardi e non solo. Affiancato dai poeti Anna Cristina Serra e Mario Cubeddu, Tore Cubeddu si è soffermato sul ruolo della poesia nella cultura tradizionale sarda, quando il componimento poetico era uno dei pochi strumenti disponibili per comunicare arte e sentimenti: “L’unica possibilità di espressione – ha concluso – ma anche l’unica modalità per scrivere nella lingua sarda”. Durante il dibattito, sono stati citati alcuni fra i più importanti compositori in lingua sarda, da Cicitto Masala a Benvenuto Lobina, da Peppino Mereu a padre Luca Cubeddu, da Giovanni Fiori a Salvatore Murgia.

Il programma della prima serata è quindi proseguito con la grafica e il fumetto e la consegna di due riconoscimenti a due autori, Simone Sanna e Gildo Atzori, ai quali è andato il premio Ennio Zedda 2016. Come si ricorderà, Zedda, apprezzato illustratore, nato a Macomer nel 1910, attivo soprattutto durante il Ventennio fascista, è stato collaboratore e illustratore di diversi periodici nonché creatore di personaggi molto amati che hanno avuto tanta parte nelle pagine delle riviste più diffuse nel dopoguerra. Il premio, per la sezione illustrazione, è andato a Simone Sanna, autore della trasposizione a fumetti del romanzo deleddiano “Cenere”, presentato a Torino con buon successo a Gildo Atzori, autore del XIII volume della Storia della Sardegna per l’Unione Sarda, è stato assegnato, invece, il premio per la sezione fumetto. La conduzione sul palco è stata affidata all’editore Dario Maiore e a Stefania Costa.

La serata si è conclusa con l’intervento di uno degli ospiti più attesi di questa quindicesima edizione della Mostra, il matematico Piergiorgio Odifreddi. Al pubblico che ha gremito il Padiglione Filigosa, Odifreddi ha proposto una riflessione dal tema “Le nostre radici reali e immaginarie”. Partendo dalla consapevolezza che la nostra è ormai una civiltà tecnologica, lo scienziato è tornato alle radici della conoscenza che affondano nella Magna Grecia di Pitagora. Proprio a Pitagora, insieme ad Euclide, Odifreddi ha dunque dedicato gran parte del suo intervento, capace di affascinare e coinvolgere il pubblico. Una straordinaria lezione di matematica che ha confermato le doti di questo scienziato, capace di appassionare il grande pubblico con argomenti ritenuti ostici ma che hanno una ricaduta concreta nella vita di tutti i giorni.

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