“Le intercettazioni? Sono uno strumento prezioso ma se noi non lo mettiamo in una cornice di garanzia dei diritti diventa arma letale”. 

Mentre nel pomeriggio spazio ad Antonello Soro, presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, per il libro Liberi e connessi, sulla tutela della privacy nell’era del web, presentato assieme all’assessore regionale dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda. 

Il presidente dell’Authority ha parlato del tema delle intercettazioni “un terreno difficile, si tratta di uno strumento essenziale per il sistema investigativo, il problema vero è l’abuso. E poi c’è la falla giornalistica, l’abitudine cioè di alcuni giornalisti di pubblicare brani molto estesi delle intercettazioni, nei quali vengono poi riportate frasi di persone estranee all’inchiesta o questioni private che finiscono sui giornali e diventano oggetto di curiosità e guardonismo. Questa distorsione”, ha concluso, “va corretta”. Soro ha anche parlato del problema della raccolta dei dati sensibili nell’era globale. E delle 4/5 aziende americane in grado di investire sull’intelligenza artificiale: “aspetto che ha cambiato la gerarchia del potere nel mondo”. 

La seconda giornata chiude alle 20 La lingua che cambia, incontro con Stefano Bartezzaghi. Lo scrittore e giornalista milanese attualmente collaboratore del quotidiano La Repubblica, per il quale pubblica le rubriche “Lessico e Nuvole”, “Lapsus”, “Fuori di Testo”, e con il settimanale l’Espresso, con la rubrica di critica linguistica “Come dire”. Dal 2010 è docente a contratto presso lo Iulm – Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, dove attualmente insegna “Teorie della creatività”. Al tema della creatività ha dedicato il libro Il falò delle novità, nel quale prende in esame il rapporto tra creatività, linguaggio e nuovi media.

 Stamattina all’Auditorium del Liceo Galilei con Una stagione ribelle. Storie di Naufraghi e Sopravvissuti, di e con Lorenzo Braina, scrittore, pedagogista ed esperto di mediazione sociale. Un reading, dialogo e dibattito con ragazzi adolescenti per offrire ai ragazzi, attraverso il linguaggio della musica ed il metodo biografico, alcune riflessioni sulla vita e l’esistenza per fornire loro uno spazio di riflessione ed uno specchio col quale confrontarsi. E subito dopo Tavola rotonda sul tema del lievito madre, con Carlo DelfinoRaffaele Sestu, presidente regionale Pro Loco, Daniela Forma, consigliere regionale Pd, che ha ricordato le iniziative della Regione sulla tutela del pane tradizionale e il diritto dei consumatori di “riconoscere il pane fresco”, mentre Giovanni Antonio Farris, docente di Microbiologia Agraria nell’Università di Sassari, ha definito il pane sardo “arte bianca e nostro patrimonio. “Il pane non coinvolge solo il tema dell’alimentazione”, ha dichiarato Farris, “presenta anche elementi culturali e antropologiche”, prima di invitare i ragazzi “a lasciar perdere le merendine a mangiare il pane sardo”. 

E la Mostra del libro non si ferma: domani l’archeologo Giovanni Ugas, lo scrittore Alessandro Cadoni e Adriano Favole, antropologo di fama internazionale. 

Il programma

SABATO  13. La terza giornata parte con l’archeologiaAlle 10 Caterina Bittichesu e Isabelle Paschina parteciperanno alla conferenzaArcheologia e Storia fra Macomer e Sindia, due comunità alla ricerca delle loro radici, lo spettacolo di burattini dal titolo Afisieddu e Dubaku, due amici per la pelle di e con Fabio Pisu si terrà alle 11 nel Piazzale Ex Caserme Mura, mentre alle 11.30 al Padiglione Filigosa Idee di Sardegna, Gianfranco Congiu si confronterà col politologo Carlo Pala.

 Ed ecco il teatro. Alle 16 (piazzale ex Caserme Mura) Anima e cuore, spettacolo della Compagnia Is Mascareddas. Poi ancora dibattitialle 17 (Padiglione Filigosa) Shardana e Sardegna, confronto a tre fra il glottologo Giulio Paulis, l’archeologo Raimondo Zucca e Giovanni Ugas, già docente di Storia e Protostoria, noto per la teoria secondo cui gli Shardana, mercenari dei faraoni, annoverati dalle fonti antiche tra i Popoli del mare che a cavallo tra XIII e XII sec. a.C. distrussero impero ittita, egizio e regno di Micene, sono i sardi che diedero vita nell’età del Bronzo alla civiltà nuragica. 

 Alle 18.30 Le trappole della povertà e il volontariato in Sardegna, contributi di Giampiero Farru, presidente di Sardegna Solidale e le associazioni di volontariato di Macomer ed alle 19.30 Il Fantasma e il seduttore: ritratto di Salvatore Mannuzzu, il giornalista Vito Biolchini faccia a faccia con Alessandro Cadoni, lo scrittore che offrirà uno sguardo a tutto tondo sull’opera narrativa del magistrato sassarese autore di Procedura

La terza giornata della Mostra si chiude alle 20:30 con un confronto a tre, moderato dal giornalista Giuseppe Meloni, fra Giovanna Grillo, il sociologo e blogger Marco Zurru e l’antropologo Adriano Favole, dal titolo Identità e fenomeni migratori. Favole, studioso di fama internazionale e amico di Giulio Angioni, ha collaborato a più riprese con l’Istituto per l’Enciclopedia Italiana “Treccani” e ha scritto oltre 50 articoli di taglio antropologico per il domenicale La Lettura del Corriere della Sera. E’ consulente per il programma di Dialoghi sull’Uomo, il più importante Festival italiano di temi antropologici.

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